Appunti per un tema di storia

22 Gennaio 2007

La storia di tutte le maggiori civiltà galattiche tende ad attraversare tre fasi distinte e ben riconoscibili, ovvero le fasi della Sopravvivenza, della Riflessione e della Decadenza,  altrimenti dette fasi del Come, del Perché e del Dove.

La prima fase, per esempio, è caratterizzata dalla domanda “Come facciamo a procurarci del mangiare?”, la seconda dalla domanda “Perché mangiamo?” e la terza dalla domanda “In quale ristorante pranziamo oggi?”

da D. Adams, La guida galattica per autostoppisti, ed. Mondadori

Anno nuovo

1 Gennaio 2007

E’ il primo capodanno del blog. In qualche modo bisogna celebrarlo. Mettiamo qui, allora, un classico della letteratura italiana come spunto di riflessione. Abbiamo cambiato, però, la lingua facendola più vicina alla lingua moderna, ma con la raccomandazione, a chi legge, di andarsi a leggere anche l’originale (per esempio al sito http://www.dsi.unive.it/~baldan/myphoto.html).

DIALOGO TRA UN VENDITORE D’OROSCOPI
E UN PASSANTE

adattato da un’operetta morale di Giacomo Leopardi

Venditore. Oroscopi, oroscopi nuovi nuovi; previsioni per il futuro. Perché non si compera un oroscopo, signore?
Passante. Un oroscopo per l’anno nuovo?
Venditore. Si signore.
Passante. Crede che l’anno nuovo sarà felice?
Venditore. Oh si, certo.
Passante. Come l’anno passato?
Venditore. Di più di più.
Passante. Come quello di là?
Venditore. Più più ancora.
Passante. Ma come qual altro? Non le piacerebbe che l’anno nuovo fosse come qualcuno di questi ultimi anni?
Venditore. No, non mi piacerebbe.
Passante. Quanti anni nuovi sono passati da che lei vende questi oroscopi?
Venditore. Saranno vent’anni.
Passante. A quale di questi vent’anni vorrebbe che somigliasse l’anno nuovo?
Venditore. Io? non saprei.
Passante. Non si ricorda di nessun anno in particolare, che le sembrasse veramente felice?
Venditore. Onestamente, no.
Passante. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
Venditore. Certo.
Passante. Tornerebbe a vivere la sua vita dall’inizio?
Venditore. Eh, se si potesse!
Passante. Ma se dovesse rifare la vita che ha fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che ha passati?
Venditore. Questo non lo vorrei.
Passante. Oh che altra vita vorrebbe rifare? la vita mia, o quella di un ricco, o di chi altro? O non crede che io o il ricco, o chiunque altro, risponderemmo come lei per l’appunto; e che, dovendo rifare la stessa vita, nessuno vorrebbe tornare indietro?
Venditore. Penso proprio che sia così.
Passante. E quindi non tornerebbe indietro a rifare la vita che ha già fatto?
Venditore. No davvero, non tornerei.
Passante. E che vita vorrebbe?
Venditore. Vorrei una vita così, come Dio me la manda, senz’altri patti.
Passante. Una vita a caso, senza sapere in anticipo quello che capiterà, come non si sa nulla in anticipo dell’anno nuovo?
Venditore.
Appunto.
Passante.
Dovendo rivivere la vita anch’io vorrei che fosse così e, credo, tutti. Ma ciò significa che il caso, fino a tutto quest’anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è convinto che sia stato maggiore il peso del male che gli è toccato, che del bene; e infatti nessuno vorrebbe rinascere per vivere il bene, ma anche il male già vissuti. Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si comincerà la vita felice. Non è vero?
Venditore.
Speriamo.
Passante.
Dunque mostratemi l’oroscopo più bello che avete.
Venditore.
Ecco, signore. Questo vale tre euro.
Passante.
Ecco i tre euro.
Venditore.
Grazie, signore: a rivederla. Oroscopi per il 2007, previsioni astrologiche…

giornalino del Carli

23 Dicembre 2006

Sul giornalino trovo la recensione di due libri ;-)

Quello di Pennac, e in genere la saga dei Malaussène, si trova , ovviamente, anche da prestarsi alla biblioteca del Carli, credi sia in centrale che in succursale

L’altro no, mi dispiace

almeno una buona notizia

15 Dicembre 2006

Sembra che sia confermato l’abbonamento all’Archeografo Triestino. per chi è interessato a leggerlo, il momento giusto per farlo è quando è arrivato, è stato timbrato e inventariato in Biblioteca, ma non ancora messo alla destinazione definitiva, che sono gli armadi a cristalli dei ripiani alti di sala Insegnanti, dai quali è possibile farlo ripescare, ma la procedura è più complessa.

Le sezioni della biblioteca

7 Dicembre 2006

Una sezione fra il rilassante e l’istruttivo è la sezione VI storia patria. Nol lasciatevi ingannare dal pomposo nome che fa pensare a Solferino, san Martino, al Piave che mormorava.. si tratta della raccolta di libri riguardanti Trieste, l’Istria, gli autori locali… è alquanto eterogeneo, si trovano libri di Slataper ( non dimentichiamo che la nuora di Slataper insegnò in questa scuola e lasciò un fondo- fra l’altro era pure nipote della moglie del poeta gradese Biagio Marin), cataloghi molto belli ( fin che la biblioteca aveva fondi e voglia di acquistare) di mostre locali ( Sissi, le comunità religiose e i lpro tesori..) Sempre a proposito, lo sapete che al Carli insegnano o hanno insegnato due esperte locali di storia dell’arte, le prof Fiorin, esperta soprattutto di icone orientali e la prof Crusvar, esperta di arte orientale?

Poi ci sono diversi testi di storia di Trieste , dai classici di Rutteri ai nuovi di Zubini sui rioni ( anche là, qualcosa temo sia stia andando disperso in prestito..) per non parlare di certi volumetti dall’aria modesta, rilegati in tela verde provenienti dall’antica Biblioteca alunni, e che invece sono ormai rari e diffcilmenete acquistabili volumi sulla storia triestina.

una menzione a parte la merita la collezione dell’Archeografo triestino, si tratta di una rivista iniziata nell’Ottocento e tuttora in vita, che porta molri articoli su realtà locali, storia e arte principalmente. viene citato sempre nelel bibliografie triestine. ne abbiamo la collezione completa, o quasi, proprio per ils uo valore, conveniva leggerlo prima che lo mettessero sotto chiave.. anche se da un paio di mesi non ne vedo più e temo che abbiano deciso che è una spesa inutile “tanto non lo legge nessuno”-

Che tipo di libri ci sono nella biblioteca del Carli?

5 Dicembre 2006

La biblioteca del Carli nacque da una sezione tecnica di libri dell’Imperialregia Accademia, perchè la sezione generale, diventò.. la biblioteca Civica! Ma è passata molta acqua sotto i ponti, e credo di poter affermare che la sezione più vasta sia la sezione di narrativa! insomma, una biblioteca per il piacere dei lettori.

Certo, si si va anche per leggere il solito libro raccomandato dai professori ( leggi: I Malavoglia, Se questo è un uomo …) ma anche per piacere, e in tal caso, purtroppo, spesso e volentieri non tutti i libri vengono restituiti sollecitamente: mi riferisco al Signore degli Anelli, a certi volumi di Harry Potter… ai tanti Stephen King andati smarriti..

comunque di horror ce n’è ancora, fantascienza non manca, i gialli abbondano ,anche i romanzi storici non mancano.

E’ interessante, avendone l’occasione, sfogliare i vecchi elenchi della biblioteca alunni e vedere quali sono andati smarriti , perchè vuol dire che sono stati considerati interessanti.. c’era tutta la serie della Primula Rossa ed ora non ce n’è più manco uno!

Il piacere di non leggere

28 Novembre 2006

Ne parla Pennac in un suo libro, fra i diritti dei lettori c’è quello di abbandonare un libro prima della fine, se non si è soddisfatti.

Ma oggi ho trovato su un NG una formula scherzosa per decidere dopo quante pagine abbandonare il libro:

riporto:

**************************************************

Non ricordo piu’ chi ha dato la seguente formula per calcolare quante
pagine si possono concedere a un libro prima di interrompere la
lettura.
Si fa 100 meno la propria eta’.
Per cui, a quarant’anni si possono leggere fino a 60 pagine per
decidere se un
libro piace o no.
A 100 anni, bisognerebbe saper giudicare dalla copertina.

*********************************

Per inciso, conoscete i libri di Pennac? al Carli c’è il ciclo dei Malaussène…

libri rari

24 Novembre 2006

Riporto una frase dal forum ATrieste, sulla storia di Trieste:

el libro “Il villaggio protoveneto presso Cattinara e guida alla preistoria di Trieste” di Benedetto Lonza, che penso sia ormai introvabile, salvo nele Biblioteche. 

Un’occhiata e.. ovviamente  tale libro è presente nella Biblioteca del  Carli, sezione VI “storia patria” insieme ad altri due del medesimo autore :-)

BBC ossia Biblio Blog del Carli

23 Novembre 2006

Bibliotopa non può non mettere qualcosa sulla biblio del Carli..

per cominciare: La Biblioteca invisibile. Perchè al Carli non esiste una biblioteca come aula fisica, ma esistono tanti libri organizzati in qualche modo e collegati più virtualmente che altro .

Dov’è la Biblioteca del Carli? dietro quelle porte quasi sempre chiuse su cui c’è scritto biblioteca , ovviamente, ma anche dietro tante altre porte chiuse, su cui una volta avevo messo dei cartelli Biblioteca ma che qualcuno ha strappato, non so se per non confondere un eventuale utente o per non far sapere che il materiale della biblioteca occupa tante stanze..

e perchè le stanze sono chiuse? per cominciare, per il semplice motivo che abbiamo due biblioteche, una in centrale ed una in succursale, e la Bibliotecaria è unica. Aggiungiamo un fatto, forse non noto a tutti: chi viene nominato bibliotecario a scuola? credete che venga chiamato un esperto esterno? no, si mette un professore, o soprannumerario (c ioè non ci sono abbastanza classi per tutti i professori), ma questo non accade da anni, o un insegnante che per motivi di salute non può insegnare. E non meravigliatevi poi se il bibliotecario a volte manca, per motivi di salute!

E tenete presente che la nostra Bibliotecaria è la prima che abbia un master universitario in gestione delle biblioteche scolastiche

a volte intervengono collaboratori volontari :-)

Cosa bolle in pentola in biblioteca dietro le porte chiuse?

La sistemazione del Fondo Bussani, cioè dei libri della compianta prof Maristella Bussani ( tanta, tanta narrativa, soprattutto- il fondo è costituito da circa 800 volumi-

e un primo catalogo completo della biblioteca ( stampata la bozza del primo volume- è depositata in Biblioteca in centrale).

E la torta fece “Bum!”

22 Settembre 2006

Ieri, verso le ore 19 di un tardo settembre, si era ormai al crepuscolo: le ombre si allungavano, le automobili accendevano i fari, e sulla strada che porta a Samatorza la fila di luci in movimento tracciava un serpentino scintillante.

Foto della cenaSi sono trovati là, in un’osmizza, con un fare tra l’allegro ed il carbonaro, una quarantina tra docenti e non docenti: non hanno mangiato “studente stufato”, che a loro riesce tanto bene, ma salame e prosciutto e bevuto vino, questo sì rosso, come il colore delle biro usate per segnare gli sbagli.

Onestamente, una festa del genere deve essere una cosa da girarci alla larga; niente musica, niente balli, ma solo tanti fitti discorsi che si intrecciavano nei tavoli e fra i tavoli. Ma di cosa avranno parlato in quelle ore? Avranno parlato di matematica ed economia aziendale, o piuttosto sorriso degli sbagli più clamorosi dei loro allievi? Avranno discusso della programmazione didattica o parlato male del dirigente? Avranno discusso del regolamento di istituto o invidiato e rimpianto i colleghi che se ne sono andati in pensione? Chissà; forse più semplicemente avranno parlato dei malanni che alla loro età, si sa, cominciano a farsi sentire, e dei figli, quei figli che non fanno mai quello che i genitori dicono loro, quei figli che non trovano il lavoro che vorrebbero, quei figli che si mettono sempre con fidanzati inadeguati.

Foto della tortaPoi è calato il silenzio perché è arrivata la torta, alla frutta naturalmente, perché gli adulti sanno che la frutta fa bene soprattutto se è colorata. Quando la frutta è colorata, infatti, contiene antocianine e polifenoli che combattono l’invecchiamento, fanno sparire le rughe, tengono lontani i tumori e rendono meno probabile l’Alzheimer.

Sulla torta una scritta che li ha divertiti molto, ma che solo loro potevano capire; ogni setta ha il suo linguaggio ed anche loro ne hanno uno.

Taglio della tortaAmmirata l’opera dei pasticceri, la prof. M. ha preso un coltello e, come aveva visto fare in un film di Hitchcock, lo ha affondato nella crema che c’era sotto alla frutta; e allora, nel silenzio si è sentito un sibilo e … BUM! La torta è esplosa. La crema si è depositata dappertutto, soprattutto sugli insegnanti con gli occhiali, che toltisili, avevano tutti l’aspetto di un orsetto lavatore; in tutta quella confusione, il prof. K. affettuosamente toglieva le fragole dai capelli biondi della prof. R., che con un sorriso lo ricambiava pulendogli le guance dalla crema. H., furioso, spazzolandosi i capelli con le mani, buttava all’aria le pesche e la gelatina che vi si erano appiccicate; pesche e gelatina che ricadevano sull’unica parte del vestito di A. che non era stata sporcata dalla crema e che si arrabbiò con lui perché “le rovinava il vestito nuovo”.

Ad un tratto, finalmente, arrivò la cameriera che, guardato il disastro, li cacciò tutti via furente, perché per causa loro avrebbe dovuto lavare tutto e ripulire persino il soffitto.

P.S. Vi sarebbe piaciuto che fosse andata così, eh? E invece la prof. M. tagliò la torta; tutti ne mangiarono e la torta era buonissima. La cameriera, ex alunna del Carli, quando uscirono, li salutò con un sorriso. Punto.

P.P.S. E’ inutile che cerchiate di capire chi erano K, A, H ed R, perché non esistono. M sì, ha tagliato la torta ed è stata brava a fare le parti.

PD