City's Key
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IL TRAM DI OPICINA

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EL TRAM DE OPICINA
El tram de Opcina è oggi l'unico tram in tutta l'europa con impianto a trazione elettrica integrato con una funicolare ancora funzionante e supera un dislivello di 343 metri con una pendenza che raggiunge fino l'8%.
Entrò in funzione il 9 settembre del 1902 per merito della Società Anonima delle piccole Ferrovie, sulla tratta Piazza Scorcola- Vetta Scorcola, per poi prolungare la tratta anni dopo fino alla stazione di Villa Opicina.
Il primo tram era a trazione elettrica con locomotori a cremagliera che venne sostituito il 26.04.1928 dall'impianto funicolare ossia dei carri scudo agganciati alle funi d'acciaio che spingono in salita e frenano in discesa.
Esternamente il tram non era dotato della copertura per le due testate come oggi visibile, cosicché il manovratore era esposto a tutte le intemperie. Nelle giornate di maltempo era munito di un ampio mantello impermeabile che serviva a coprire i comandi oltre a se stesso.

 

Nel 1908 vennero aggiunte le vetrate in seguito ad un lieve allungamento della vettura stessa.Nel corso dei suoi cento anni, il tram ha subito notevoli modifiche strutturali ed all'impianto funicolare, per migliorarne la potenzialità e per adeguarlo alle norme di sicurezza.

Prima di concludere: ad un mese dalla sua inaugurazione, il 10 ottobre 1902 circa alle 7 del mattino, il tram ebbe un guasto all'impianto frenante e dopo una pazza corsa di circa 200 metri lungo la ripida discesa di Scorcola, deragliò abbattendo due pali elettrici che finirono su una casa distruggendola quasi completamente.

Per fortuna c'erano solo quattro passeggeri a bordo, tre dei quali saltarono dalla vettura in corsa mentre il quarto,Antonio Sossich ( il povero frenador) rimase intrappolato tra le lamiere e per fortuna se la cavò solo con una gamba rotta. Da questa vicenda nacque una delle canzoni popolari più famosa di Trieste.



El Tram de Opcina (Canzone popolare triestina)

E anche el tram Opcina
xe nato disgrazià
vignudo zo de Scorcola
una casa ga ribaltà
bona de Dio
che iera giorno de lavor
e dentro no ghe iera
che'l povero frenador.
E come la bora che vien e che va
i disi che'l mondo se ga ribaltà.
E come la bora che vien e che va
i disi che'l mondo se ga ribaltà.
L'Italia ga pan bianco,
la Francia ga bon vin,
Trieste ga putele,
tute carighe de morbin,
carbon ga l'Inghiltera,
la Rusia ga cavial
e l'Austria ga capuzi
che no se pol magnar!
E come la bora…