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| 1961 | diploma di laurea in Lettere presso l'Università di Palermo |
| 1961-1965 | assistente volontario presso la Cattedra di storia moderna dell'Università di Palermo |
| 1963-1969 | docente presso licei, istituti tecnici e magistrali di Trieste |
| 1969-1972 | addetto presso l'Istituto Italiano di Cultura di Ankara; collabora con il Dipartimento d'italiano dell'Università di Ankara; fondatore della rivista di filologia italiana Italyan Filolojisi |
| 1972-1975 | rientra a domanda; docente a Trieste |
| 1975-1982 | addetto, quindi vicedirettore e direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Bucarest |
| 1982-1986 | direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Amsterdam |
| 1986-1991 | fondatore e direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Mosca |
| 1991-1992 | rientro presso il Ministero degli Affari Esteri, vincitore del concorso di qualifica dell'area della promozione culturale |
| 1992-1998 | direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Madrid |
| 1998-2000 | direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Bucarest |
| 2000-2001 | rientro presso il Ministero degli Affari Esteri; vincitore del concorso per dirigenti dell'Area della promozione culturale |
| 2001-2005 | direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Bucarest |
Eppure, nonostante questa risposta indelebile nella mia memoria, ho deciso di selezionare alcuni suoi testi e di riproporli; appunto perché scriveva di rado, ciò era il risultato di una ricerca appassionante. Attraverso i suoi scritti si delinea un percorso complesso: letteratura, filosofia, storia, mentalità, religioni, però il tutto intrecciato alla realtà vissuta (in quanto per lui non esisteva prodotto intellettuale che non influisse sulla vita).
E bastano queste poche pagine per tracciare un percorso intellettuale? No, di sicuro, perché il suo cammino nel mondo non era concepito come due livelli disgiunti: la vita vissuta e l'attività intellettuale. Le due cose si dovevano fondere per trarre reciproco arricchimento e profitto. E allora in una rapida sequenza annovero alcune esperienze fondamentali vissute in prima persona: l'attività con Danilo Dolci a Cortile Cascino a Palermo, l'attività del circolo di Trieste con Vittorio Vidali, il soccorso ai compagni greci durante la dittatura dei colonnelli con passaggi illegali di frontiera per portare materiale stampato in Italia; ulteriormente, quando per ragioni di lavoro comincia l'iter all'estero, l'attività di supporto agli studenti turchi perseguitati e arrestati subito dopo il colpo di stato, l'aiuto agli intellettuali - e non solo - romeni durante la dittatura di Ceausescu, facendo uscire ed entrare materiale proibito, la rinuncia a rinnovare la tessera del PCI, l'appoggio a dissidenti del regime sovietico.
Molti hanno ricordato l'umanità di Vito il suo alto senso morale ed etico; non parlava mai in pubblico di queste sue esperienze passate, però la sua etica non era una mera dichiarazione di principi, ma soprattutto un modo di agire. Il suo percorso di vita non è stato un percorso di solo impegno concreto, all'inizio politico e poi etico-morale, non è stato un semplice percorso di carriera eseguita con scrupolo e senso dello stato, non è stato un percorso intellettuale realizzatosi attraverso la produzione stampata o la lettura e lo studio. Il tutto si fondeva in lui, in una vita di impegno, in un tutto omogeneo che chiamo appunto, inteso in questa maniera, un percorso intellettuale, frutto di conoscenza e dedizione alle persone, ai valori, agli ideali. E leggendo con attenzione i suoi scritti forse si riesce a cogliere appunto questo tratto nella sua evoluzione. La conoscenza non può mai essere fine a se stessa.
Dana Grasso
Mi sono sentito molto piccolo e impreparato, ma questo non mi ha depresso, anzi ha risvegliato la mia curiosità ad allargare i confini della conoscenza, pur nella coscienza che essi si sarebbero sempre più dilatati come nell'universo in espansione di Einstein, per cui quanto più cammino fai nel breve tempo che ci rimane, tanto più ti allontani dalle ipotesi di conclusione.
Naturalmente, io non possiedo verità assolute né ho nulla da insegnare a nessuno e quello che va bene per me, può non essere adatto ad altri. È comunque un' esperienza personale.
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