BENVENUTE SPERIMENTAZIONI... GEOGRAFIA, TOGLI IL DISTURBO!
LUCIANO GNESDA
(Sez. di Trieste dell'AIIG)
La notizia della firma di un accordo tra il Ministero dell'Ambiente ed il Ministero della Pubblica Istruzione che prevede il potenziamento dell'educazione ambientale destinata a tutti gli alunni, dalla scuola elementare alla seconda superiore, ha provocato in me un sincero compiacimento, ma, al contempo, il forte sospetto che questa novità non porterà probabilmente grandi benefici all'insegnamento di Geografia. Qualcuno obietterà, a ragion veduta, che spetta a noi in qualità di docenti della disciplina ed alla nostra Associazione nelle sue articolazioni territoriali essere presenti nelle sedi e nei momenti della programmazione. è vero, ma è altrettanto vero che professionalità ed impegno si scontrano quotidianamente con un ordinamento scolastico che mortifica la nostra disciplina, specie a livello della secondaria superiore.
Se ho pensato di chiedere spazio alla Rivista, è sì per esprimere la mia amarezza sul fare geografia oggi, ma soprattutto per informare i colleghi e per denunciare, attraverso l'organo ufficiale dell'Associazione, l'ennesimo gesto di disistima compiuto dal Ministero P.I. nella strutturazione del Progetto SIRIO che si configura come sperimentazione assistita per i Corsi serali presenti negli Istituti Tecnici. Neanche a dirlo, tale progetto colpisce pesantemente la nostra materia che non compare nell'indirizzo per Geometri ed in quello tecnico industriale e che viene abolita nel piano di studi dei Ragionieri,- è prevista solamente nel triennio per Periti Aziendali, con 2 ore settimanali d'insegnamento (nell'esistente Corso amministrativo l'insegnamento è presente dalla 2a alla 5a classe, con cattedra su due corsi attribuita ai docenti della classe di concorso 39/a).
Il Progetto SIRIO è stato illustrato a presidi e delegati degli Istituti Tecnici ad opera degli Ispettori Ministeriali nell'incontro tenutosi a Pozzuoli nei giorni 12 e 13 gennaio del corrente anno. Esso sembra aver raccolto ampi consensi in quanto introduce una proposta didattica che prevede articolazioni a carattere modulare e flessibile: orario settimanale delle lezioni distribuito su 5 giorni per 25 ore (ma nei trienni degli indirizzi industriali e per geometri il monte ore sale a 28!) interventi di recupero, aggregazione degli studenti in gruppi per livelli, crediti e debiti formativi, tutoring.
Il piano generale può essere condiviso pensando ad un'utenza di lavoratori adulti, portatori di esigenze e problemi ben diversi dai giovani frequentanti i corsi diurni. Cionondimeno l'esperienza diretta mi porta ad esprimere delle riserve considerando l'incremento dei giovani, non sempre lavoratori, nei corsi serali e per i quali ravviso i rischi di un impoverimento dell'offerta culturale con intuibili ripercussioni sul prosieguo degli studi e in sede concorsuale o di contrattazione lavorativa.
Temendo l'introduzione della sperimentazione IGEA, data, in alternativa, per certa da fonti romane, il Sottocollegio dei corsi serali dell'istituto in cui insegno, l'I.T.C. "G. R. CARLI" di Trieste, ha immediatamente accolto l'ipotesi SIRIO, ottenendo poi l'approvazione dei Collegio dei Docenti nella seduta dei 29 gennaio. In quella sede sono state espresse, da parte mia e di altri colleghi, varie riserve, non ultima quella inerente alla fretta con cui si è chiamati ad esaminare e varare iniziative che per la loro importanza sarebbero degne di una maggior attenzione. È questa una strategia collaudata da parte dei Ministero che impone di "Prendere o lasciare... e subito!". Così, il giorno seguente, anche il Consiglio d'istituto ha sposato la tesi dei male minore e, a maggioranza, ha deliberato favorevolmente.
La richiesta inoltrata ai competenti Uffici Ministeriali prevede l'attivazione già nel prossimo anno scolastico della sperimentazione SIRIO (relativamente alle classi prime dei Biennio e ad una classe terza dei Triennio Periti Aziendali, indirizzo nuovo nei Corsi serali dei mio Istituto), confidando nella sollecita autorizzazione.
Quando venni informato dell'imminente esame dei Progetto, paventai subito la sorte dell'insegnamento della Geografia. La sua esclusione dall'indirizzo Ragioneri mi sarebbe parsa coerente solo nel caso in cui il Ministero avesse ipotizzato una trasformazione dei Corso amministrativo di un Istituto Tecnico in un Corso di addestramento - perfezionamento mirato alle competenze professionali di lavoratori adulti. Una proposta simile, però, va demandata ad altra sede ed istituzione. Ed infatti la lettura delle "Motivazioni e finalità" e delle "Caratteristiche strutturali" dei Progetto SIRIO mi ha confermato il permanere, giustamente, di valenze culturali, dichiarate poi nei "Contenuti ed obiettivi" dell'insegnamento di varie materie.
Ma le sorprese non erano finite! Esaminando il Quadro Orario dei Biennio ho dovuto constatare che alle Scienze storico - sociali ed alle Scienze integrate erano state attribuite (forse in omaggio ad una denominazione più altisonante) 3 ore settimanali d'insegnamento. Qui l'equilibrio poteva facilmente essere raggiunto attribuendo la cadenza bisettimanale alla Storia e alle Scienze, garantendo il legittimo spazio alla Geografia.
Ma il fatto che mi ha più sconcertato è derivato dalla lettura dei Programmi delle materie citate: in essi compaiono concetti, metodi e finalità della Geografia antropica ed economica.
All'ambito delle Scienze storico - sociali è attribuito il compito di recuperare "il concetto di spazio geografico ... " di curare "la rappresentatività dello spazio attraverso la scienza geografica (carte tematiche eccetera)", di affrontare lo studio dei "sistema politico internazionale (multipolarismo, decolonizzazione, paesi ricchi, paesi poveri ... " ipotizzando gli apporti di altre discipline tra cui la Geografia!?!
Alle Scienze integrate, tra le altre cose, si affida lo studio "delle modificazioni prodotte o indotte dall'intervento umano sull'ambiente, delle risorse esauribili e rinnovabili, dello sfruttamento delle risorse materiali ed energetiche", per non dire dei contenuti della Geografia fisica!
È una rapina gratuita e gravemente lesiva degli interessi della disciplina e della professionalità dei docenti di Geografia (classe 39/A)!
Le rimostranze da me presentate all'interno degli organi collegiali dell'I.T.C. "CARLI" hanno trovato attenzione e suscitato condivisione nei colleghi più attenti ed equilibrati, ma gli interessi generali - e la fretta - hanno sortito la decisione su esposta.
Mentre si moltiplicano le iniziative di educazione all'ambiente e alla mondialità, sembra purtroppo che gli insegnanti di Geografia in merito non abbiano nulla da dire o da offrire. Ciò mi ricorda l'amaro, forte intervento dei prof. Bissanti, Perché è opportuno, anzi necessario, eliminare la geografia, comparso sulla Rivista (a. XXXVIII, 1993, pp. 232242), che ha denunciato con rara efficacia la malafede e le contraddizioni dell'Organizzazione scolastica.
Amareggiato al pensiero di dover quasi giustificare il diritto ad esistere come insegnante, colpevole di distogliere gli studenti da compiti più importanti e di sottrarre spazio alle altre discipline curricolari, mortificato dalla "sopportazione" di cui spesso mi sento circondato e dalla non considerazione, riprovata, da parte dei competenti Organi Ministeriali, mi dichiaro altresì convinto della necessità di proseguire in questa guerra ingrata che vorrebbe confinare il sapere geografico demandandolo agli spazi televisivi ed ai depliants dei tour operators.
Affido pertanto alle pagine della Rivista il compito di informare gli altri colleghi di questa ulteriore gratificazione, perché si attivino nell'ambito delle loro possibilità e chiedo all'Associazione di prendere una posizione di fermo rifiuto sul Progetto Sirio, così come appare strutturato, e di chiederne la modifica alla Direzione dell'istruzione Tecnica dei Ministero della Pubblica Istruzione. A mio avviso, è possibile il reinserimento della Geografia nel Biennio comune a tutti gli indirizzi e, nel triennio per Ragionieri, elevando il monte ore settimanale e/o riducendo quello dell'Economia aziendale che da sola copre circa un terzo delle ore curricolari.