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Trieste: Documenti sul dopoguerra
In occasione dei cinquant'anni del ritorno dell'Italia a Trieste, dopo la conclusione della seconda guerra mondiale e dell'esperienza del governo militare alleato che amministrò la città per 9 anni, abbiamo cercato su Internet quali materiali fossero disponibili sull'argomento. Abbiamo trovato molti commenti ai trattati; commenti di un segno e dell'altro (chi legge queste note e non vive vicino al confine orientale d'Italia deve sapere che ci sono ancora ferite aperte ed insoddisfazioni, da una parte e dall'altra), ma non abbiamo trovato se non qualche breve estratto relativo ai trattati stessi, ai documenti, cioè, in base ai quali si è costruito l'attuale confine.
Abbiamo deciso, pertanto, di riportare alcuni documenti fondamentali che hanno contribuito a definire il confine orientale d'Italia dopo la seconda guerra mondiale, sperando di fare cosa utile ai docenti ed agli allievi che volessero approfondire tale tema. In un'altra pagina, poi, sono consultabili alcune foto riconducibili al dopoguerra a Trieste.
Alcuni documenti sono stati raccolti con lo scanner e potrebbero avere degli errori involontari di trascrizione. Ringraziamo in anticipo chi ce li vorrà segnalare.
- Il memorandum di Belgrado del 9 giugno 1945
- In esso si delinea la divisione della Venezia Giulia in due zone, una sotto il controllo alleato ed una sotto il controllo iugoslavo. Il testo originale è in inglese, ma ne presentiamo una traduzione fatta da noi.
- Il trattato di pace tra gli alleati e l'Italia siglato a Parigi il 10 febbraio 1947
- Pubblichiamo la versione in inglese che ci risulta essere la versione ufficiale; esiste anche la versione non ufficiale in lingua italiana pubblicata da wikisource, una sezione di Wikipedia che cura la raccolta di documenti di vario tipo. Dalla lettura del trattato appare evidente la posizione dell'Italia, nazione vinta, che deve accettare quanto deciso dai vincitori. Nel trattato viene dedicato ampio spazio alla posizione del Territorio Libero di Trieste della cui integrità ed indipendenza si faceva garante il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
- Il memorandum di Londra
- È il documento siglato il 5 ottobre 1954 ed in base al quale il Territorio Libero di Trieste ritornò all'Italia ed i confini con la Iugoslavia, che continuarono ad essere provvisori, assunsero la forma attuale. Il memorandum venne siglato una volta constatata l'impossibilità di accordo tra i membri permanenti del consiglio di sicurezza per dare esecuzione a quanto deciso in sede di trattato di pace. Un mese dopo il governo militare alleato che aveva retto il Territorio Libero di Trieste consegnò la città al governo italiano. Ed è di questo ritorno dell'Italia che si celebra nel 2004 il cinquantesimo anniversario.
Nel memorandum non viene usato il termine siglato, ma parafato che è sostanzialmente equivalente, ma è senza dubbio meno usato nella lingua corrente e poco noto.
- Il trattato di Osimo
- Con questo trattato, siglato ad Osimo il 10 novembre 1975, i confini tra l'Italia e la Jugoslavia divennero definitivi. Quando venne siglato il trattato di Osimo ci fu molto malumore a Trieste, anche per una zona franca industriale che si doveva istituire a cavallo del confine, che non era ben vista e che non venne mai realizzata. In conseguenza di questo disagio nacque a Trieste un nuovo movimento politico che ripropose, nei suoi programmi, una forma di autonomia; nelle elezioni successive la Democrazia Cristiana che fino ad allora era, a Trieste, il partito di maggioranza relativa, la perse a vantaggio di questo nuovo movimento.
Di questo trattato riportiamo solo il testo e non gli allegati che sono comunque disponibili sul supplemento ordinario al numero 77 della Gazzetta Ufficiale del 21 marzo 1977.
Ultima revisione della pagina: 16/03/08 |